“ la scuola della Repubblica, la scuola dello Stato non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta….. E’ la scuola di tutti capace di includere, di accettare, di rispettare le differenze come patrimonio sociale e civile per il BENE di tutti.”
(Piero Calamandrei)

La prossima riunione dell'Onda è:

- il 10 novembre 2009 (ore 20.30) presso il Bar Romei, in via Savonarola 3/a

Onda Ferrara: per un'università partecipata!

Difendi i tuoi diritti
sostieni la nostra azione.
ondaferrara@gmail.com

visita anche il nostro portale ondaferrara.it.gg

Share it

sabato 7 novembre 2009

Pubblica assemblea in pubblica università

Verso il 17 novembre....

Giovedì 12 novembre 2009

PUBBLICA ASSEMBLEA
IN PUBBLICA UNIVERSITA'

Informiamoci, confrontiamoci, partecipiamo e decidiamo

Dibattito aperto sul disegno di legge di riforma dell'Università.

ORE 15.30
AULA MAGNA - facoltà di giurisprudenza, corso ercole I d'este, 37

Parteciperanno:
prof. Nappi
facoltà di giurisprudenza
prof. Pastore
facoltà di giurisprudenza
prof. Barbieri

facoltà di scienze
dott. Trapella
facoltà di giurisprudenza


venerdì 6 novembre 2009

17 novembre: Sciopero generale studentesco - Ferrara

Piattaforma programmatica

In data 17 novembre 2009 l’Onda Ferrara – Coordinamento Studenti Unife aderisce allo sciopero generale studentesco, indetto a livello nazionale dalla rete “Link-coordinamento universitario”, convocando una manifestazione cittadina contro l’approvazione del disegno di legge di riforma della governance universitaria.

Se la legge 133/08 ha sancito i tagli ai finanziamenti del sistema universitario di 1,4 miliardi di euro prevedendo la possibilità per gli Atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, l'attuale disegno di legge renderebbe effettivo lo smantellamento dell'università pubblica italiana. La riforma concepita dai ministri Gelmini e Tremonti infatti impone un nuovo modello organizzativo dell'Università, costringendo gli Atenei ad adeguarsi entro 9 mesi dall’approvazione della legge, pena il commissariamento degli stessi.

Ecco i punti principali della riforma:

Ristrutturazione della governance universitaria.

Con l’approvazione del disegno di legge, il Senato Accademico, potrà solo formulare proposte o pareri in materia di didattica e ricerca ma sarà dequalificato e svuotato completamente da ogni potere decisionale che si concentrerà nelle mani del consiglio di amministrazione. Il Cda sarà composto per il 40 % da membri esterni, di natura pubblica o privata, in grado di deliberare in merito a scelte didattiche fondamentali, come l’attivazione o la sospensione dei corsi di laurea: chi può garantire che i percorsi formativi e la ricerca non vengano ulteriormente subordinati agli interessi economici e di profitto delle aziende private?
Inoltre la figura del direttore amministrativo viene sostituita da un direttore generale che, proprio come se l’Università fosse un’azienda, avrà il compito di gestire ed organizzare i servizi, le risorse e il personale. Insomma, un vero e proprio manager d’ateneo, a sottolineare ancora una volta la direzione in cui questa riforma si muove.

Meritocrazia e diritto allo studio.

L’attuale riforma tratta del diritto allo studio in chiave meritocratica, lo status di meritevole e la conseguente attribuzione di benefici e di borse di studio si basano su criteri economici e quantitativi. Il Fondo per il merito viene dunque assegnato attraverso prove nazionali standardizzate, a pagamento, i cui parametri sono dettati dal Ministero dell’Istruzione, ma è Consap, una società per azioni priva di competenze in ambito universitario, ad elaborare i test. Il fondo non sarà costituito con risorse pubbliche, ma da contribuiti di istituti finanziari privati, selezionati dalla stessa Consap s.p.a, i quali potranno vincolare i propri finanziamenti a beneficio degli studenti iscritti ad uno specifico corso o impegnati in un dato progetto di ricerca, penalizzando quindi gli studenti di corsi di laurea non immediatamente legati alla produzione. Il prestito d’onore allo studente trasforma quello che sarebbe un diritto (borse di studio, mense e alloggi) in un debito contratto con le istituzioni e le banche da scontare in un futuro di precarizzazione. In questo modo si afferma su tutti i fronti un modello di competitività e di crescente burocratizzazione che esclude ogni attenzione agli aspetti qualitativi e alla peculiarità di ogni singola realtà universitaria e si calpesta ancora una volta quel principio di uguaglianza sostanziale a fondamento della nostra costituzione.

Reclutamento del personale accademico.

Nella ddl si parla di riforma della legislazione in materia di personale accademico, in maniera specifica riguardo alle tipologie di contratto e reclutamento di ricercatori e docenti. Viene cancellata la figura del ricercatore a tempo indeterminato ed istituito un contratto di 6 anni (3+3) al termine de quale se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato; in caso contrario terminerà il rapporto con l’Università. Se a ciò aggiungiamo il blocco del turn-over e la totale assenza di risorse statali decretati dalla 133, il risultato evidente è il tentativo di smantellare la ricerca libera ed autonoma per crearne una al servizio dei poteri forti ed economici che terranno sotto scacco i nostri atenei.

jPer quanto riguarda invece il fronte docenti, nonostante l’istituzione dell’abilitazione scientifica nazionale che consegna una parvenza di oggettività, la decisione finale di reclutamento di nuovi docenti spetta comunque agli ordinari locali, continuando a rafforzare anziché debellare il potere baronale ormai strutturale negli atenei italiani.

In tutta Italia il movimento studentesco si batterà con forza per impedire l’approvazione di questo disegno di legge e per incidere positivamente sulla sua modifica. Il 17 novembre sciopereremo per il ritiro dei tagli su scuola, università, ricerca e fondo unico per lo spettacolo; per la partecipazione attiva di tutte le componenti universitarie ai processi decisionali; per un sistema di welfare che permetta agli studenti, agli universitari, ai dottorandi e agli accademici di poter accedere liberamente ai canali del sapere; per investimenti cospicui sulle politiche di diritto allo studio; per la costruzione di un’iniziativa forte a favore del rilancio del sistema pubblico dell’istruzione e della ricerca; per la difesa del valore del lavoro, contro l’istituzionalizzazione del precariato.

In un momento di crisi politica, sociale ed economica siamo convinti della necessità di investire sulle sole forze in grado di ripensare questo sistema: la cultura e la libera creazione dei saperi sono la chiave della nostra emancipazione e costituiscono non solo un diritto, ma devono essere per noi una responsabilità verso il mondo e il futuro. Per la costruzione di una società fondata sull'integrazione la cooperazione che coinvolga tutti indiscriminatamente, a cominciare da noi stessi.

La manifestazione del 17 novembre sarà pacifica, non violenta, democratica e antifascista, contro ogni sorta di discriminazione. Ogni forma che esuli da tali presupposti è da considerarsi assolutamente estranea al nostro movimento. L’adesione è aperta a tutte le forze sociali che condividano il presente documento e in ciò facciamo appello alla cittadinanza tutta.


Onda Ferrara – csu
ondaferrara@gmail.com

sabato 31 ottobre 2009

è ora di mobilitarsi! Fermiamo la riforma Gelmini dell'Università

Clicca qui per leggere la scheda tecnica approfondita sulla riforma.

[...] Un paese come l’Italia di oggi, fortemente in declino sia dal punto di vista economico sia da quello civile e culturale, ha assoluto bisogno di conoscenza. La ricerca, la formazione, il sapere libero sono le uniche risorse di cui disponiamo e su cui possiamo costruire una speranza per il futuro. Crediamo davvero di poter uscire dalla crisi senza l’università pubblica?

Abolire l’università pubblica, come di fatto propone il governo, significa sostanzialmente rassegnarsi in maniera definitiva al declino del nostro paese e alla sconfitta della nostra generazione. Berlusconi, Gelmini e Tremonti ci chiedono di arrenderci, dare per persa la nostra battaglia per il futuro e mettere in liquidazione ciò che resta dell’Italia, lasciando che i loro amici si spartiscano il bottino tra le macerie.

No, grazie. Siamo arrivati al momento decisivo. Si tratta del più grande attacco mai subito dall’università italiana nella sua storia, vogliono chiudere per sempre il capitolo della didattica di qualità per tutti e della ricerca libera da condizionamenti economici ed ideologici.

O ci mobilitiamo adesso, o il prossimo ottobre non ci sarà più nessuna università da difendere.

Diamoci una svegliata. Il futuro ha bisogno di sapere libero, noi siamo qui per questo. Loro sono la crisi, noi la soluzione. Se la riforma sarà approvata, in 9 mesi sarà partorito il mostro della privatizzazione.

Impediamo il concepimento, l’unica precauzione in questo caso siamo noi. Protesta anticoncezionale!

Fonte: http://sindacatostudenti.wordpress.com


Lunedì 2 novembre, ore 20.30
presso il bar Romei, via Savonarola 3/a
riunione del Coordinamento Studenti Unife - Onda Ferrara

venerdì 30 ottobre 2009

No alla riforma Gelmini-Tremonti dell'Università

di Link - Assemblea Studentesca

Da un incontro tra il Ministro Gelmini e il Ministro Tremonti sta per essere concepita la riforma dell'università. Si tratta di un attacco su più fronti ben più grave e articolato della L.133/08 che ha tagliato 1.500.000.000 al sistema universitario e rendeva possibile la trasformazione degli Atenei in fondazioni private.

In un contesto nel quale le università sono in ginocchio e rischiano il dissesto economico a causa dei tagli del Governo, il Governo sta per promulgare in Consiglio dei Ministri il Disegno di Legge di riforma dell'università. Dopo l'approvazione in Consiglio dei Ministri tale provvedimento dovrà passare dal Parlamento. Dall'approvazione del disegno di legge il Governo avrà una delega a modificare liberamente la legislazione in materia di diritto allo studio e le università avranno 9 mesi di tempo per adeguarsi ai gravissimi provvedimenti contenuti nel testo di legge.

I punti fondamentali della riforma sono:

40% di privati nel CDA: i consigli di amministrazione assorbiranno gran parte dei poteri del Senato e saranno composti dal Rettore, da un solo rappresentante degli studenti e da massimo altri nove componenti. Il 40 % del CDA dovrà essere composto da esterni. Il CDA non deciderà più “solo” per quanto riguarda il bilancio e le risorse dell'ateneo, ma anche in merito a scelte didattiche come l'apertura o la chiusura di singoli corsi di laurea. Tali scelte non verranno naturalmente effettuate sulla base delle necessità didattica, bensì in funzione di interessi economici e di profitto

9 mesi di tempo per adeguarsi. A partire dall'approvazione definitiva della legge le rappresentanze studentesche decadranno entro 6 mesi e le Università avranno 9 mesi di tempo per recepire nel proprio statuto i provvedimenti della Gelmini.

Chiusura delle facoltà: i dipartimenti avranno i poteri che oggi sono affidati alle facoltà e potranno decidere se organizzarsi in strutture di coordinamento chiamate facoltà o scuole

Attacco alla rappresentanza studentesca: oltre a decadere le attuali rappresentanze studentesche, nei nuovi organi di rappresentanza ci sarà solo uno studente, ciò vorrà dire assenza di pluralismo tra gli studenti.

Gli atenei in stato di dissesto economico potranno federarsi con altri atenei o con enti (non si specifica se pubblici o privati). E' una soluzione di facciata al problema reale degli “atenei sotto casa” proliferati in molti centri minori dell'Italia e che rappresentano spesso uno spreco insostenibile. La federazione finge soltanto di risolvere questo problema.

Delega al Governo a trasformare radicalmente, senza passare dal Parlamento il sistema nazionale di diritto allo studio, modificando le fasce di reddito degli aventi diritto e rafforzando il ruolo dei privati negli appalti delle case dello studente e implementando il prestito d'onore, che trasformerebbe generazioni di studenti in un esercito di indebitati cronici.

Peggiora la situazione dei precari all'interno dell'università con le nuove norme sul reclutamento.

E MOLTO ALTRO ANCORA...
Data la situazione economica delle università italiane sono stati realizzati, sono in corso o si prevedono ovunque aumenti delle tasse. Tasse alte e privati negli organismi decisionali sono le principali caratteristiche degli atenei privati. Ciò vuol dire che entro nove mesi dall'approvazione della riforma tutte le università statali diventeranno di fatto private.

9 mesi di tempo, a partire dall'approvazione, e le nostre università diventeranno private, si tratta di un “parto” da impedire ad ogni costo, l'unica precauzione possibile è un movimento studentesco forte e continuativo, che blocchi facoltà e città.

Manifesto dell'Onda Ferrara - CSU

L’Onda Ferrara (CSU, Coordinamento Studenti UniFe) nasce in risposta ai pesanti attacchi messi in atto dal governo al sistema della libera e pubblica istruzione attraverso una forma di azione che, pur non interrompendo la didattica, si basa su una mobilitazione attiva e permanente, volta in primo luogo a sensibilizzare la componente studentesca e la cittadinanza tutta.

L’Onda si configura come un movimento autonomo, in forma associativa spontanea e rivendica la propria assoluta autonomia di metodo, linguaggio e azione politica, in primo luogo dai partiti: ha scelto la via dell’autofinanziamento proprio per ribadire e rendere lampante la propria totale libertà di analisi e di critica verso l’esistente.

Il suddetto movimento, al di là delle individuali posizioni partitiche ed ideologiche, riunisce ed è aperto a:
· tutti gli studenti e i cittadini che vogliano contribuire, come singoli, al progetto educativo che li riguarda;
· le associazioni che, partendo da una comunità di intenti, vogliano supportare dall’esterno tale progetto;
· i sindacati, in quanto forme istituzionalmente riconosciute che, attraverso le loro competenze tecniche e normative, si pongano come strumento a sostegno delle istanze del movimento.

L’Onda Ferrara si riconosce nei valori costituzionali e innegabili quali:
democrazia, antifascismo, non violenza, libertà di pensiero ed espressione, laicità,multiculturalismo.

L’Onda Ferrara si riconosce nell’antifascismo quale valore fondamentale della costituzione e della società; affinché razzismo, controllo securitario, ignoranza e violenza non entrino nelle università l’Onda ripudia il fascismo, contrapponendosi a ogni forma di discriminazione o esclusione di un qualsiasi individuo dalle pratiche sociali.

L’Onda Ferrara sostiene il più ampio pluralismo; la società e le istituzioni devono infatti garantire uno spazio pubblico democratico entro cui tutti gli individui possano scambiare argomenti e attivare procedure consensuali di decisione partendo dal presupposto che le convinzioni, i valori e le fedi sono relativi a chi li professa e che nessuno può imporli agli altri. Ciò non significa certo accondiscendenza verso qualsiasi realtà o affermazione ma solo coscienza del fatto che le rispettive diversità non sono sinonimo di inferiorità sul piano morale o razionale e che nessun principio è in sé immutabile né depositario dell’unica verità.
La scelta della laicità, intrapresa dall’Onda Ferrara, è capace di proteggere la società da una totalitaria tirannia dei valori di qualcuno sugli altri e dal rischio che la pericolosa pretesa di possedere la Verità si trasformi in un’arma di sopraffazione e controllo.

Scopo principale dell’Onda Ferrara è creare un canale di dialogo, espressione di pratiche di confronto e democrazia diretta, prima ancora che con le istituzioni, con tutti i soggetti coinvolti nei vari livelli d’istruzione, per favorire un arricchimento reciproco.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati e uscire da una stretta realtà cittadina è indispensabile il coordinamento con il movimento studentesco nazionale con cui l’Onda Ferrara deve confrontarsi.

La protesta dell’Onda Ferrara è affiancata da momenti di promozione culturale e di informazione.

Infine l’Onda Ferrara si sta organizzando per rendere effettiva e reale la rappresentanza degli studenti, affinché le voci e le istanze da presentarsi all’interno degli organi istituzionali del nostro Ateneo siano finalmente espressione delle esigenze che emergono all’interno della base studentesca.

Collocandosi all'interno di queste coordinate culturali e metodologiche l’Onda intende far suo un
metodo d'azione pienamente inclusivo e consensuale.

L’Onda Ferrara intende riunire i soggetti coinvolti attorno alla discussione dei temi emersi dalle analisi nazionali, ovvero
didattica, diritto allo studio e ricerca:
· esprimendosi sulla modalità di gestione dei fondi;
·
promuovendo la costituzione di un’università libera, democratica, pubblica e statale, sganciata da baronie e nepotismi;
· garantendo il diritto allo studio in termini di spazi e servizi
· proponendo una rivalutazione e razionalizzazione delle università sul territorio.

L’Onda nasce per sintetizzare, e non per disperdere, le diverse espressioni di criticità presenti all'interno della realtà universitaria; intende pertanto seguire un procedimento induttivo di organizzazione del dissenso che gli consenta di mantenere vivo e in espansione il proprio potenziale critico, sfuggendo sia a strumentali categorizzazioni astratte sia a un potere che cerca di classificare per reprimere.