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Il portale del Coordinamento Studenti dell'Università di Ferrara
- il 10 novembre 2009 (ore 20.30) presso il Bar Romei, in via Savonarola 3/a
Onda Ferrara: per un'università partecipata!
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Piattaforma programmatica
In data 17 novembre 2009 l’Onda Ferrara – Coordinamento Studenti Unife aderisce allo sciopero generale studentesco, indetto a livello nazionale dalla rete “Link-coordinamento universitario”, convocando una manifestazione cittadina contro l’approvazione del disegno di legge di riforma della governance universitaria.
Con l’approvazione del disegno di legge, il Senato Accademico, potrà solo formulare proposte o pareri in materia di didattica e ricerca ma sarà dequalificato e svuotato completamente da ogni potere decisionale che si concentrerà nelle mani del consiglio di amministrazione. Il Cda sarà composto per il 40 % da membri esterni, di natura pubblica o privata, in grado di deliberare in merito a scelte didattiche fondamentali, come l’attivazione o la sospensione dei corsi di laurea: chi può garantire che i percorsi formativi e la ricerca non vengano ulteriormente subordinati agli interessi economici e di profitto delle aziende private?
Inoltre la figura del direttore amministrativo viene sostituita da un direttore generale che, proprio come se l’Università fosse un’azienda, avrà il compito di gestire ed organizzare i servizi, le risorse e il personale. Insomma, un vero e proprio manager d’ateneo, a sottolineare ancora una volta la direzione in cui questa riforma si muove.
Meritocrazia e diritto allo studio.
L’attuale riforma tratta del diritto allo studio in chiave meritocratica, lo status di meritevole e la conseguente attribuzione di benefici e di borse di studio si basano su criteri economici e quantitativi. Il Fondo per il merito viene dunque assegnato attraverso prove nazionali standardizzate, a pagamento, i cui parametri sono dettati dal Ministero dell’Istruzione, ma è Consap, una società per azioni priva di competenze in ambito universitario, ad elaborare i test. Il fondo non sarà costituito con risorse pubbliche, ma da contribuiti di istituti finanziari privati, selezionati dalla stessa Consap s.p.a, i quali potranno vincolare i propri finanziamenti a beneficio degli studenti iscritti ad uno specifico corso o impegnati in un dato progetto di ricerca, penalizzando quindi gli studenti di corsi di laurea non immediatamente legati alla produzione. Il prestito d’onore allo studente trasforma quello che sarebbe un diritto (borse di studio, mense e alloggi) in un debito contratto con le istituzioni e le banche da scontare in un futuro di precarizzazione. In questo modo si afferma su tutti i fronti un modello di competitività e di crescente burocratizzazione che esclude ogni attenzione agli aspetti qualitativi e alla peculiarità di ogni singola realtà universitaria e si calpesta ancora una volta quel principio di uguaglianza sostanziale a fondamento della nostra costituzione.
Nella ddl si parla di riforma della legislazione in materia di personale accademico, in maniera specifica riguardo alle tipologie di contratto e reclutamento di ricercatori e docenti. Viene cancellata la figura del ricercatore a tempo indeterminato ed istituito un contratto di 6 anni (3+3) al termine de quale se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato; in caso contrario terminerà il rapporto con l’Università. Se a ciò aggiungiamo il blocco del turn-over e la totale assenza di risorse statali decretati dalla 133, il risultato evidente è il tentativo di smantellare la ricerca libera ed autonoma per crearne una al servizio dei poteri forti ed economici che terranno sotto scacco i nostri atenei.
jPer quanto riguarda invece il fronte docenti, nonostante l’istituzione dell’abilitazione scientifica nazionale che consegna una parvenza di oggettività, la decisione finale di reclutamento di nuovi docenti spetta comunque agli ordinari locali, continuando a rafforzare anziché debellare il potere baronale ormai strutturale negli atenei italiani.
Onda Ferrara – csu
ondaferrara@gmail.com
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Clicca qui per leggere la scheda tecnica approfondita sulla riforma.
[...] Un paese come l’Italia di oggi, fortemente in declino sia dal punto di vista economico sia da quello civile e culturale, ha assoluto bisogno di conoscenza. La ricerca, la formazione, il sapere libero sono le uniche risorse di cui disponiamo e su cui possiamo costruire una speranza per il futuro. Crediamo davvero di poter uscire dalla crisi senza l’università pubblica?
Abolire l’università pubblica, come di fatto propone il governo, significa sostanzialmente rassegnarsi in maniera definitiva al declino del nostro paese e alla sconfitta della nostra generazione. Berlusconi, Gelmini e Tremonti ci chiedono di arrenderci, dare per persa la nostra battaglia per il futuro e mettere in liquidazione ciò che resta dell’Italia, lasciando che i loro amici si spartiscano il bottino tra le macerie.
No, grazie. Siamo arrivati al momento decisivo. Si tratta del più grande attacco mai subito dall’università italiana nella sua storia, vogliono chiudere per sempre il capitolo della didattica di qualità per tutti e della ricerca libera da condizionamenti economici ed ideologici.
O ci mobilitiamo adesso, o il prossimo ottobre non ci sarà più nessuna università da difendere.
Diamoci una svegliata. Il futuro ha bisogno di sapere libero, noi siamo qui per questo. Loro sono la crisi, noi la soluzione. Se la riforma sarà approvata, in 9 mesi sarà partorito il mostro della privatizzazione.
Impediamo il concepimento, l’unica precauzione in questo caso siamo noi. Protesta anticoncezionale!
Fonte: http://sindacatostudenti.wordpress.com
Lunedì 2 novembre, ore 20.30
presso il bar Romei, via Savonarola 3/a
riunione del Coordinamento Studenti Unife - Onda Ferrara
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L’Onda Ferrara (CSU, Coordinamento Studenti UniFe) nasce in risposta ai pesanti attacchi messi in atto dal governo al sistema della libera e pubblica istruzione attraverso una forma di azione che, pur non interrompendo la didattica, si basa su una mobilitazione attiva e permanente, volta in primo luogo a sensibilizzare la componente studentesca e la cittadinanza tutta.
L’Onda si configura come un movimento autonomo, in forma associativa spontanea e rivendica la propria assoluta autonomia di metodo, linguaggio e azione politica, in primo luogo dai partiti: ha scelto la via dell’autofinanziamento proprio per ribadire e rendere lampante la propria totale libertà di analisi e di critica verso l’esistente.
Il suddetto movimento, al di là delle individuali posizioni partitiche ed ideologiche, riunisce ed è aperto a:
· tutti gli studenti e i cittadini che vogliano contribuire, come singoli, al progetto educativo che li riguarda;
· le associazioni che, partendo da una comunità di intenti, vogliano supportare dall’esterno tale progetto;
· i sindacati, in quanto forme istituzionalmente riconosciute che, attraverso le loro competenze tecniche e normative, si pongano come strumento a sostegno delle istanze del movimento.
L’Onda Ferrara si riconosce nei valori costituzionali e innegabili quali: democrazia, antifascismo, non violenza, libertà di pensiero ed espressione, laicità,multiculturalismo.
L’Onda Ferrara si riconosce nell’antifascismo quale valore fondamentale della costituzione e della società; affinché razzismo, controllo securitario, ignoranza e violenza non entrino nelle università l’Onda ripudia il fascismo, contrapponendosi a ogni forma di discriminazione o esclusione di un qualsiasi individuo dalle pratiche sociali.
L’Onda Ferrara sostiene il più ampio pluralismo; la società e le istituzioni devono infatti garantire uno spazio pubblico democratico entro cui tutti gli individui possano scambiare argomenti e attivare procedure consensuali di decisione partendo dal presupposto che le convinzioni, i valori e le fedi sono relativi a chi li professa e che nessuno può imporli agli altri. Ciò non significa certo accondiscendenza verso qualsiasi realtà o affermazione ma solo coscienza del fatto che le rispettive diversità non sono sinonimo di inferiorità sul piano morale o razionale e che nessun principio è in sé immutabile né depositario dell’unica verità.
La scelta della laicità, intrapresa dall’Onda Ferrara, è capace di proteggere la società da una totalitaria tirannia dei valori di qualcuno sugli altri e dal rischio che la pericolosa pretesa di possedere la Verità si trasformi in un’arma di sopraffazione e controllo.
Scopo principale dell’Onda Ferrara è creare un canale di dialogo, espressione di pratiche di confronto e democrazia diretta, prima ancora che con le istituzioni, con tutti i soggetti coinvolti nei vari livelli d’istruzione, per favorire un arricchimento reciproco.
Per raggiungere gli obiettivi prefissati e uscire da una stretta realtà cittadina è indispensabile il coordinamento con il movimento studentesco nazionale con cui l’Onda Ferrara deve confrontarsi.
La protesta dell’Onda Ferrara è affiancata da momenti di promozione culturale e di informazione.
Infine l’Onda Ferrara si sta organizzando per rendere effettiva e reale la rappresentanza degli studenti, affinché le voci e le istanze da presentarsi all’interno degli organi istituzionali del nostro Ateneo siano finalmente espressione delle esigenze che emergono all’interno della base studentesca.
Collocandosi all'interno di queste coordinate culturali e metodologiche l’Onda intende far suo un metodo d'azione pienamente inclusivo e consensuale.
L’Onda Ferrara intende riunire i soggetti coinvolti attorno alla discussione dei temi emersi dalle analisi nazionali, ovverodidattica, diritto allo studio e ricerca:
· esprimendosi sulla modalità di gestione dei fondi;
· promuovendo la costituzione di un’università libera, democratica, pubblica e statale, sganciata da baronie e nepotismi;
· garantendo il diritto allo studio in termini di spazi e servizi
· proponendo una rivalutazione e razionalizzazione delle università sul territorio.
L’Onda nasce per sintetizzare, e non per disperdere, le diverse espressioni di criticità presenti all'interno della realtà universitaria; intende pertanto seguire un procedimento induttivo di organizzazione del dissenso che gli consenta di mantenere vivo e in espansione il proprio potenziale critico, sfuggendo sia a strumentali categorizzazioni astratte sia a un potere che cerca di classificare per reprimere.
