“ la scuola della Repubblica, la scuola dello Stato non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta….. E’ la scuola di tutti capace di includere, di accettare, di rispettare le differenze come patrimonio sociale e civile per il BENE di tutti.”
(Piero Calamandrei)

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lunedì 29 giugno 2009

Sapere Aude - quinto appuntamento

Quinto appuntamento con le lezioni in piazza dell’Onda contro i tagli e la privatizzazione all’istruzione pubblica.

Mercoledì 1 Luglio 2009,
ore 21
Piazza Cattedrale

CICLO DI LEZIONI IN PIAZZA

Dott. Marco passarella
La scienza triste e la farfalla di Lorenz
Perché gli economisti non hanno previsto la crisi economica


È più di un sospetto. Uno dei motivi per cui esperti, consiglieri economici ed economisti accademici hanno sottovalutato, e in alcuni casi completamente ignorato, i segnali della crisi esplosa nell’estate del 2007 è che da tempo essi hanno abbandonato lo studio dei classici del pensiero economico. È un fatto che nelle università occidentali l’economics, un tempo “economia politica”, sia stata ridotta, nel corso degli ultimi vent’anni, a mero tecnicismo.
Un tecnicismo autoreferenziale ed autistico – fatto di improbabili microfondazioni e di sofisticati modelli econometrici, che ha per questo suscitato la dura presa di posizione di una parte degli studenti universitari in Francia e Regno Unito – e nient’affatto disinteressato.
Da decenni, infatti, gli economisti accademici mainstream sono assurti all’ambito ruolo di moderni consiglieri del principe. Occupano scranni parlamentari, poltrone ministeriali e posti nei consigli di amministrazione di prestigiose banche d’affari e società multinazionali.
Un ruolo che garantisce loro notorietà mediatica, denaro e potere; e alla loro disciplina uno status privilegiato nell’ambito delle scienze sociali (si parla, non a caso, di “imperialismo” della scienza economica).
Nei suoi Pensieri, Pascal osservava che “[i]l naso di Cleopatra: se fosse stato più corto tutta la faccia della terra avrebbe mutato”, anticipando di tre secoli, e sia pure in termini controfattuali, le conclusioni di Lorenz sul potenziale distruttivo prodotto dal battito d’ali d’una farfalla.
Ebbene, non è poi troppo azzardato affermare che se gli economisti avessero dedicato una parte del proprio tempo allo studio di Marx, Fisher, Keynes o Minsky, avrebbero colto, con ogni probabilità, l’elemento di insostenibilità di un sistema economico, quello delineatosi in particolare nell’ultimo quarto di secolo, costruito sul binomio deflazione salariale-inflazione degli assets.
Un binomio esplosivo che ha reso le economie capitalistiche occidentali, già intrinsecamente instabili, più simili ai sistemi caotici studiati da Lorenz che al cosmo newtoniano agognato dai cultori della “mano invisibile” del mercato.

Onda Ferrara: per un’Università partecipata
Email: ondaferrara@gmail.com
SitoWeb: ondaferrara.blogspot.com

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Manifesto dell'Onda Ferrara - CSU

L’Onda Ferrara (CSU, Coordinamento Studenti UniFe) nasce in risposta ai pesanti attacchi messi in atto dal governo al sistema della libera e pubblica istruzione attraverso una forma di azione che, pur non interrompendo la didattica, si basa su una mobilitazione attiva e permanente, volta in primo luogo a sensibilizzare la componente studentesca e la cittadinanza tutta.

L’Onda si configura come un movimento autonomo, in forma associativa spontanea e rivendica la propria assoluta autonomia di metodo, linguaggio e azione politica, in primo luogo dai partiti: ha scelto la via dell’autofinanziamento proprio per ribadire e rendere lampante la propria totale libertà di analisi e di critica verso l’esistente.

Il suddetto movimento, al di là delle individuali posizioni partitiche ed ideologiche, riunisce ed è aperto a:
· tutti gli studenti e i cittadini che vogliano contribuire, come singoli, al progetto educativo che li riguarda;
· le associazioni che, partendo da una comunità di intenti, vogliano supportare dall’esterno tale progetto;
· i sindacati, in quanto forme istituzionalmente riconosciute che, attraverso le loro competenze tecniche e normative, si pongano come strumento a sostegno delle istanze del movimento.

L’Onda Ferrara si riconosce nei valori costituzionali e innegabili quali:
democrazia, antifascismo, non violenza, libertà di pensiero ed espressione, laicità,multiculturalismo.

L’Onda Ferrara si riconosce nell’antifascismo quale valore fondamentale della costituzione e della società; affinché razzismo, controllo securitario, ignoranza e violenza non entrino nelle università l’Onda ripudia il fascismo, contrapponendosi a ogni forma di discriminazione o esclusione di un qualsiasi individuo dalle pratiche sociali.

L’Onda Ferrara sostiene il più ampio pluralismo; la società e le istituzioni devono infatti garantire uno spazio pubblico democratico entro cui tutti gli individui possano scambiare argomenti e attivare procedure consensuali di decisione partendo dal presupposto che le convinzioni, i valori e le fedi sono relativi a chi li professa e che nessuno può imporli agli altri. Ciò non significa certo accondiscendenza verso qualsiasi realtà o affermazione ma solo coscienza del fatto che le rispettive diversità non sono sinonimo di inferiorità sul piano morale o razionale e che nessun principio è in sé immutabile né depositario dell’unica verità.
La scelta della laicità, intrapresa dall’Onda Ferrara, è capace di proteggere la società da una totalitaria tirannia dei valori di qualcuno sugli altri e dal rischio che la pericolosa pretesa di possedere la Verità si trasformi in un’arma di sopraffazione e controllo.

Scopo principale dell’Onda Ferrara è creare un canale di dialogo, espressione di pratiche di confronto e democrazia diretta, prima ancora che con le istituzioni, con tutti i soggetti coinvolti nei vari livelli d’istruzione, per favorire un arricchimento reciproco.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati e uscire da una stretta realtà cittadina è indispensabile il coordinamento con il movimento studentesco nazionale con cui l’Onda Ferrara deve confrontarsi.

La protesta dell’Onda Ferrara è affiancata da momenti di promozione culturale e di informazione.

Infine l’Onda Ferrara si sta organizzando per rendere effettiva e reale la rappresentanza degli studenti, affinché le voci e le istanze da presentarsi all’interno degli organi istituzionali del nostro Ateneo siano finalmente espressione delle esigenze che emergono all’interno della base studentesca.

Collocandosi all'interno di queste coordinate culturali e metodologiche l’Onda intende far suo un
metodo d'azione pienamente inclusivo e consensuale.

L’Onda Ferrara intende riunire i soggetti coinvolti attorno alla discussione dei temi emersi dalle analisi nazionali, ovvero
didattica, diritto allo studio e ricerca:
· esprimendosi sulla modalità di gestione dei fondi;
·
promuovendo la costituzione di un’università libera, democratica, pubblica e statale, sganciata da baronie e nepotismi;
· garantendo il diritto allo studio in termini di spazi e servizi
· proponendo una rivalutazione e razionalizzazione delle università sul territorio.

L’Onda nasce per sintetizzare, e non per disperdere, le diverse espressioni di criticità presenti all'interno della realtà universitaria; intende pertanto seguire un procedimento induttivo di organizzazione del dissenso che gli consenta di mantenere vivo e in espansione il proprio potenziale critico, sfuggendo sia a strumentali categorizzazioni astratte sia a un potere che cerca di classificare per reprimere.