Quinto appuntamento con le lezioni in piazza dell’Onda contro i tagli e la privatizzazione all’istruzione pubblica.
Mercoledì 1 Luglio 2009,
ore 21
Piazza Cattedrale
CICLO DI LEZIONI IN PIAZZA
Dott. Marco passarella
La scienza triste e la farfalla di Lorenz
Perché gli economisti non hanno previsto la crisi economica
È più di un sospetto. Uno dei motivi per cui esperti, consiglieri economici ed economisti accademici hanno sottovalutato, e in alcuni casi completamente ignorato, i segnali della crisi esplosa nell’estate del 2007 è che da tempo essi hanno abbandonato lo studio dei classici del pensiero economico. È un fatto che nelle università occidentali l’economics, un tempo “economia politica”, sia stata ridotta, nel corso degli ultimi vent’anni, a mero tecnicismo.
Un tecnicismo autoreferenziale ed autistico – fatto di improbabili microfondazioni e di sofisticati modelli econometrici, che ha per questo suscitato la dura presa di posizione di una parte degli studenti universitari in Francia e Regno Unito – e nient’affatto disinteressato.
Da decenni, infatti, gli economisti accademici mainstream sono assurti all’ambito ruolo di moderni consiglieri del principe. Occupano scranni parlamentari, poltrone ministeriali e posti nei consigli di amministrazione di prestigiose banche d’affari e società multinazionali.
Un ruolo che garantisce loro notorietà mediatica, denaro e potere; e alla loro disciplina uno status privilegiato nell’ambito delle scienze sociali (si parla, non a caso, di “imperialismo” della scienza economica).
Nei suoi Pensieri, Pascal osservava che “[i]l naso di Cleopatra: se fosse stato più corto tutta la faccia della terra avrebbe mutato”, anticipando di tre secoli, e sia pure in termini controfattuali, le conclusioni di Lorenz sul potenziale distruttivo prodotto dal battito d’ali d’una farfalla.
Ebbene, non è poi troppo azzardato affermare che se gli economisti avessero dedicato una parte del proprio tempo allo studio di Marx, Fisher, Keynes o Minsky, avrebbero colto, con ogni probabilità, l’elemento di insostenibilità di un sistema economico, quello delineatosi in particolare nell’ultimo quarto di secolo, costruito sul binomio deflazione salariale-inflazione degli assets.
Un binomio esplosivo che ha reso le economie capitalistiche occidentali, già intrinsecamente instabili, più simili ai sistemi caotici studiati da Lorenz che al cosmo newtoniano agognato dai cultori della “mano invisibile” del mercato.
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SitoWeb: ondaferrara.blogspot.com







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