“ la scuola della Repubblica, la scuola dello Stato non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta….. E’ la scuola di tutti capace di includere, di accettare, di rispettare le differenze come patrimonio sociale e civile per il BENE di tutti.”
(Piero Calamandrei)

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venerdì 30 ottobre 2009

No alla riforma Gelmini-Tremonti dell'Università

di Link - Assemblea Studentesca

Da un incontro tra il Ministro Gelmini e il Ministro Tremonti sta per essere concepita la riforma dell'università. Si tratta di un attacco su più fronti ben più grave e articolato della L.133/08 che ha tagliato 1.500.000.000 al sistema universitario e rendeva possibile la trasformazione degli Atenei in fondazioni private.

In un contesto nel quale le università sono in ginocchio e rischiano il dissesto economico a causa dei tagli del Governo, il Governo sta per promulgare in Consiglio dei Ministri il Disegno di Legge di riforma dell'università. Dopo l'approvazione in Consiglio dei Ministri tale provvedimento dovrà passare dal Parlamento. Dall'approvazione del disegno di legge il Governo avrà una delega a modificare liberamente la legislazione in materia di diritto allo studio e le università avranno 9 mesi di tempo per adeguarsi ai gravissimi provvedimenti contenuti nel testo di legge.

I punti fondamentali della riforma sono:

40% di privati nel CDA: i consigli di amministrazione assorbiranno gran parte dei poteri del Senato e saranno composti dal Rettore, da un solo rappresentante degli studenti e da massimo altri nove componenti. Il 40 % del CDA dovrà essere composto da esterni. Il CDA non deciderà più “solo” per quanto riguarda il bilancio e le risorse dell'ateneo, ma anche in merito a scelte didattiche come l'apertura o la chiusura di singoli corsi di laurea. Tali scelte non verranno naturalmente effettuate sulla base delle necessità didattica, bensì in funzione di interessi economici e di profitto

9 mesi di tempo per adeguarsi. A partire dall'approvazione definitiva della legge le rappresentanze studentesche decadranno entro 6 mesi e le Università avranno 9 mesi di tempo per recepire nel proprio statuto i provvedimenti della Gelmini.

Chiusura delle facoltà: i dipartimenti avranno i poteri che oggi sono affidati alle facoltà e potranno decidere se organizzarsi in strutture di coordinamento chiamate facoltà o scuole

Attacco alla rappresentanza studentesca: oltre a decadere le attuali rappresentanze studentesche, nei nuovi organi di rappresentanza ci sarà solo uno studente, ciò vorrà dire assenza di pluralismo tra gli studenti.

Gli atenei in stato di dissesto economico potranno federarsi con altri atenei o con enti (non si specifica se pubblici o privati). E' una soluzione di facciata al problema reale degli “atenei sotto casa” proliferati in molti centri minori dell'Italia e che rappresentano spesso uno spreco insostenibile. La federazione finge soltanto di risolvere questo problema.

Delega al Governo a trasformare radicalmente, senza passare dal Parlamento il sistema nazionale di diritto allo studio, modificando le fasce di reddito degli aventi diritto e rafforzando il ruolo dei privati negli appalti delle case dello studente e implementando il prestito d'onore, che trasformerebbe generazioni di studenti in un esercito di indebitati cronici.

Peggiora la situazione dei precari all'interno dell'università con le nuove norme sul reclutamento.

E MOLTO ALTRO ANCORA...
Data la situazione economica delle università italiane sono stati realizzati, sono in corso o si prevedono ovunque aumenti delle tasse. Tasse alte e privati negli organismi decisionali sono le principali caratteristiche degli atenei privati. Ciò vuol dire che entro nove mesi dall'approvazione della riforma tutte le università statali diventeranno di fatto private.

9 mesi di tempo, a partire dall'approvazione, e le nostre università diventeranno private, si tratta di un “parto” da impedire ad ogni costo, l'unica precauzione possibile è un movimento studentesco forte e continuativo, che blocchi facoltà e città.


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2 commenti:

  1. scusate dove si fa riferimento alla modifica delle fsce di reddito?

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Manifesto dell'Onda Ferrara - CSU

L’Onda Ferrara (CSU, Coordinamento Studenti UniFe) nasce in risposta ai pesanti attacchi messi in atto dal governo al sistema della libera e pubblica istruzione attraverso una forma di azione che, pur non interrompendo la didattica, si basa su una mobilitazione attiva e permanente, volta in primo luogo a sensibilizzare la componente studentesca e la cittadinanza tutta.

L’Onda si configura come un movimento autonomo, in forma associativa spontanea e rivendica la propria assoluta autonomia di metodo, linguaggio e azione politica, in primo luogo dai partiti: ha scelto la via dell’autofinanziamento proprio per ribadire e rendere lampante la propria totale libertà di analisi e di critica verso l’esistente.

Il suddetto movimento, al di là delle individuali posizioni partitiche ed ideologiche, riunisce ed è aperto a:
· tutti gli studenti e i cittadini che vogliano contribuire, come singoli, al progetto educativo che li riguarda;
· le associazioni che, partendo da una comunità di intenti, vogliano supportare dall’esterno tale progetto;
· i sindacati, in quanto forme istituzionalmente riconosciute che, attraverso le loro competenze tecniche e normative, si pongano come strumento a sostegno delle istanze del movimento.

L’Onda Ferrara si riconosce nei valori costituzionali e innegabili quali:
democrazia, antifascismo, non violenza, libertà di pensiero ed espressione, laicità,multiculturalismo.

L’Onda Ferrara si riconosce nell’antifascismo quale valore fondamentale della costituzione e della società; affinché razzismo, controllo securitario, ignoranza e violenza non entrino nelle università l’Onda ripudia il fascismo, contrapponendosi a ogni forma di discriminazione o esclusione di un qualsiasi individuo dalle pratiche sociali.

L’Onda Ferrara sostiene il più ampio pluralismo; la società e le istituzioni devono infatti garantire uno spazio pubblico democratico entro cui tutti gli individui possano scambiare argomenti e attivare procedure consensuali di decisione partendo dal presupposto che le convinzioni, i valori e le fedi sono relativi a chi li professa e che nessuno può imporli agli altri. Ciò non significa certo accondiscendenza verso qualsiasi realtà o affermazione ma solo coscienza del fatto che le rispettive diversità non sono sinonimo di inferiorità sul piano morale o razionale e che nessun principio è in sé immutabile né depositario dell’unica verità.
La scelta della laicità, intrapresa dall’Onda Ferrara, è capace di proteggere la società da una totalitaria tirannia dei valori di qualcuno sugli altri e dal rischio che la pericolosa pretesa di possedere la Verità si trasformi in un’arma di sopraffazione e controllo.

Scopo principale dell’Onda Ferrara è creare un canale di dialogo, espressione di pratiche di confronto e democrazia diretta, prima ancora che con le istituzioni, con tutti i soggetti coinvolti nei vari livelli d’istruzione, per favorire un arricchimento reciproco.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati e uscire da una stretta realtà cittadina è indispensabile il coordinamento con il movimento studentesco nazionale con cui l’Onda Ferrara deve confrontarsi.

La protesta dell’Onda Ferrara è affiancata da momenti di promozione culturale e di informazione.

Infine l’Onda Ferrara si sta organizzando per rendere effettiva e reale la rappresentanza degli studenti, affinché le voci e le istanze da presentarsi all’interno degli organi istituzionali del nostro Ateneo siano finalmente espressione delle esigenze che emergono all’interno della base studentesca.

Collocandosi all'interno di queste coordinate culturali e metodologiche l’Onda intende far suo un
metodo d'azione pienamente inclusivo e consensuale.

L’Onda Ferrara intende riunire i soggetti coinvolti attorno alla discussione dei temi emersi dalle analisi nazionali, ovvero
didattica, diritto allo studio e ricerca:
· esprimendosi sulla modalità di gestione dei fondi;
·
promuovendo la costituzione di un’università libera, democratica, pubblica e statale, sganciata da baronie e nepotismi;
· garantendo il diritto allo studio in termini di spazi e servizi
· proponendo una rivalutazione e razionalizzazione delle università sul territorio.

L’Onda nasce per sintetizzare, e non per disperdere, le diverse espressioni di criticità presenti all'interno della realtà universitaria; intende pertanto seguire un procedimento induttivo di organizzazione del dissenso che gli consenta di mantenere vivo e in espansione il proprio potenziale critico, sfuggendo sia a strumentali categorizzazioni astratte sia a un potere che cerca di classificare per reprimere.