
di Link - Assemblea Studentesca
Da un incontro tra il Ministro Gelmini e il Ministro Tremonti sta per essere concepita la riforma dell'università. Si tratta di un attacco su più fronti ben più grave e articolato della L.133/08 che ha tagliato 1.500.000.000 al sistema universitario e rendeva possibile la trasformazione degli Atenei in fondazioni private.
In un contesto nel quale le università sono in ginocchio e rischiano il dissesto economico a causa dei tagli del Governo, il Governo sta per promulgare in Consiglio dei Ministri il Disegno di Legge di riforma dell'università. Dopo l'approvazione in Consiglio dei Ministri tale provvedimento dovrà passare dal Parlamento. Dall'approvazione del disegno di legge il Governo avrà una delega a modificare liberamente la legislazione in materia di diritto allo studio e le università avranno 9 mesi di tempo per adeguarsi ai gravissimi provvedimenti contenuti nel testo di legge.
I punti fondamentali della riforma sono:
40% di privati nel CDA: i consigli di amministrazione assorbiranno gran parte dei poteri del Senato e saranno composti dal Rettore, da un solo rappresentante degli studenti e da massimo altri nove componenti. Il 40 % del CDA dovrà essere composto da esterni. Il CDA non deciderà più “solo” per quanto riguarda il bilancio e le risorse dell'ateneo, ma anche in merito a scelte didattiche come l'apertura o la chiusura di singoli corsi di laurea. Tali scelte non verranno naturalmente effettuate sulla base delle necessità didattica, bensì in funzione di interessi economici e di profitto
9 mesi di tempo per adeguarsi. A partire dall'approvazione definitiva della legge le rappresentanze studentesche decadranno entro 6 mesi e le Università avranno 9 mesi di tempo per recepire nel proprio statuto i provvedimenti della Gelmini.
Chiusura delle facoltà: i dipartimenti avranno i poteri che oggi sono affidati alle facoltà e potranno decidere se organizzarsi in strutture di coordinamento chiamate facoltà o scuole
Attacco alla rappresentanza studentesca: oltre a decadere le attuali rappresentanze studentesche, nei nuovi organi di rappresentanza ci sarà solo uno studente, ciò vorrà dire assenza di pluralismo tra gli studenti.
Gli atenei in stato di dissesto economico potranno federarsi con altri atenei o con enti (non si specifica se pubblici o privati). E' una soluzione di facciata al problema reale degli “atenei sotto casa” proliferati in molti centri minori dell'Italia e che rappresentano spesso uno spreco insostenibile. La federazione finge soltanto di risolvere questo problema.
Delega al Governo a trasformare radicalmente, senza passare dal Parlamento il sistema nazionale di diritto allo studio, modificando le fasce di reddito degli aventi diritto e rafforzando il ruolo dei privati negli appalti delle case dello studente e implementando il prestito d'onore, che trasformerebbe generazioni di studenti in un esercito di indebitati cronici.
Peggiora la situazione dei precari all'interno dell'università con le nuove norme sul reclutamento.
E MOLTO ALTRO ANCORA...
Data la situazione economica delle università italiane sono stati realizzati, sono in corso o si prevedono ovunque aumenti delle tasse. Tasse alte e privati negli organismi decisionali sono le principali caratteristiche degli atenei privati. Ciò vuol dire che entro nove mesi dall'approvazione della riforma tutte le università statali diventeranno di fatto private.
9 mesi di tempo, a partire dall'approvazione, e le nostre università diventeranno private, si tratta di un “parto” da impedire ad ogni costo, l'unica precauzione possibile è un movimento studentesco forte e continuativo, che blocchi facoltà e città.







scusate dove si fa riferimento alla modifica delle fsce di reddito?
RispondiEliminaArt. 5 comma 5 del disegno di legge.
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